Verso il Villaggio
Era strano navigare con gente nuova, conosciuta da poco. Quello che ci accomunava era il nostro gusto per l’avventura. E sinceramente mi bastava quello. Non sono una che approfondisce le conoscenze, e poi ero imbarazzata perche` parlavano tutti meglio di me. Come dite? Come fa una nana analfabeta a scrivere un racconto? Nun ce rumpete.
Ci trovavamo su questa palude fetente, e io mi stavo sciarmando le braccia a remare. Il rematore dall’alto lato, quello che mi sta sui maroni perche` ogni volta che mi avvicino storce il naso manco puzzassi, in realta` faceva solo la mossa. Si faceva anche il buono dato che aveva inficcato una freccetta su un coccodrillo… tsk… Se mi capita un coccodrillo sotto tiro altro che freccetta, lo spappolo con un’accettata.
Il viaggio proseguiva noiosetto, stare 2 ore senza capire quello di cui parlano i tuoi compagni e` abbastanza palloso, ma ci sono abituata. Ad un certo punto, nella fitta nebbia, notiamo che i rami degli alberi sono tutti piu` fitti e piu` bassi sulle nostre teste. Non sono la tipa che si fa spaventare da un po` di ramoscelli, ho vissuto anni in miniera. Ma i miei compagni stanno tutti sull’attenti. Poi li vediamo. Occhi, non riesco a contarli, sono piu` delle dita della mano. Sono rossi, e ci guardano. Fermiamo cautamente la zattera, prendiamoo le armi. C’e` attesa, poi qualcosa spunta dalle tenebre. Punta me. Mi manca, ma mi lascia un ricordo azzeccoso e viscido sulla testa. Una dannata slinguazzata. Che schifo! Sono una signora perbene, io! Il lupo del mio compagno sembra agitarsi a vuoto. Vorrei solo che si avvicinassro, quelle cosa merdose! E infatti si avvicinano, le vediamo: 3 rane enormi. Dalla zattera scoccano 3 frecce, una dal mio amico Halfling, e una dai 2 che mi stanno antipatici. Vedo le rane stramazzare al suolo. Che fesse. Decido che mi sta bene un trofeo, dato il viscido affronto. Con la mia ascia stacco una testa a quella bestiaccia, e la stipo a bordo.
Mentre scapezzo quella rana, presa dalla rabbia, quasi non noto il compagno Ranger, che grida di vedere qualcosa sul fondo, e si tuffa a prenderla. E` uno scrigno. Il ranger cerca di prenderlo con il remo, ma lo spezza. Il suo compagno, quello fissato per la magia e con la puzza sotto il naso (anche lui), si e` tuffato e ha preso un borsa dallo scrigno. Ha perso tutti i suoi viveri tuffandosi con lo zaino, ma per fortuna li ha recuperati, la borsa che ha trovato ne conteneva di buoni, e non ci entrava l’acqua. Io riesco ad arrabbattare dal bottino una bellissima spada corta, sembra bella ricamata. La nostra amica con la pietra intorno cerca di capire se abbia qualcosa di particolare, e anche il ranger inzuppato di acqua paludosa, che adesso puzza come un caprone, non riesce a raccapezzarsi. Fanno tanto i saputelli.
Continuiamo a viaggiare, sotto una luna spettrale. Il viaggio e` tranquillo, e approdiamo ad una spiaggetta su un isolotto. Li` c’e` un carro e delle persone stanno bivaccando al suo fianco. Scendiamo dalla zattera. Le persone sono brave e simpatiche, e ci offrono la cena in cambio della mia testa di rospo. Io mangio a sbafo, mentre i miei amici parlottano di qualcosa come una maledizione sul villaggio, di stare attenti al folle, e cagate del genere. Sinceramente io non vedo l’ora di vedermi davanti qualche zombie pieno di vermi per spaccarlo in due con la mia accetta e la mia spada nuova. C’erano un vecchio, un ragazzone e una giovane donzella che prediceva il futuro. Ovviamente ha avuto paura del nostro futuro. Lei. Io no. Piu` c’e` male che ci intralcia, piu` si puo` spaccare qualche culo senza rimorsi!
A fine serata, alla specie di maghetto viene in mente di vedere se la mia spada e` magica… non lo e`. Poi facciamo i turni per dormire, e tutto sembra ok. Solo sentiamo qualche richiamo verso la palude… sara` la solita voglia di passeggiare di notte. Al mattino, notiamo che non si vede il sole, mentre la luna si vedeva bene, di notte. Ai miei compagni sembra strano, a me sembra strano che non abbia ancora mangiato nulla a colazione. Mangio e ci rimettiamo sulla zattera. Gli zingari con il carro erano spariti dall’isolotto, ma non ce ne preoccupiamo piu` di tanto. Ci avevano detto di star andando via, sono nomadi. Pero` che cavolo: almeno la colazione potevano offrirla.
Mentre penso tutto questo (in 2 ore) arriviamo in una capannucola. I due che mi stanno antipatci salgono nella capanna da una scaletta a pioli uscita misteriosamente dal nulla. A me piace, vorrei rubarla… Ma non sono una ladra, cosi` chiedo il permesso, che non mi viene dato. Tsk, potrebbe sempre essere utile una scala. Sento del baccano provenire dalla capanna, ma nulla di preoccupante. Cercano di parlare con un tizio che non coordina le frasi. Se spengono una lanterna questo si mette ad urlare… Che tipo strano, non mi piace. Gli altri decidono di portarlo con noi dopo aver perso un’ora li` dentro. Il tizio continua a dire frasi sconnesse. Sembra fuori di testa. Penso che forse e` il matto di cui parlava lo zingaro, ma non parlo. Gli altri mi considerano troppo stupida per esprimere pareri. Continuo a remare. Arriviamo finalmente ad un villaggio. E la prima cosa che si fa in un villaggio e` andare alla locanda. Li` il locandiere e la cameriera ci parlarono di uno strano tizio che mori` proprio li` davanti… Non ci ho capito molto di quella storia… il vino era ottimo. Il mio amico Halfling era tutto preso dalle parole storte di quel tizio che ci portiamo appresso, cosi` lo chiede al locandiere che sembra divertirsi dicendo “Anagrammi!”. Parlano tutti cosi` strano, anche l’accento e` strano. Facciamo un giro in una bottega, li` chiediamo se conoscono il nostro strano ragazzo… riusciamo a cavarne solo il nome…
Non che mi freghi niente di tutto questo, di come si chiama o altro. Basta che mi dicano che e` un dannato zombie, gli faccio saltare la testa. Prima tagliandogli le gambe, senno` non ci arrivo… Parola di Donna Nana!

Te la cavi bene, per essere una nana puzzona!
E il blog prende vita, finalmente…
Erian Biancalbero
Siamo solo alla seconda puntata…dacci tempo per fargli prender vita :p
“We, ma anch’io ti sto antipatica?!”
…disse la donna col cristallo
Tu no, ma quella pietra rompe un po` le scatole
ma se non dice mai nulla
l’avete anche battezzata con un nome di cattivo gusto