La notte dei morti bagnati fradici
Era tardo pomeriggio ormai, e i giovani avventurieri decisero di abbandonare la residenza estiva dei Tarascon e di ritornare al villaggio. Un pallido sole faceva capolino fra neri nuvoloni, iniziando lentamente a tramontare, e loro non avevano molta intenzione di girovagare durante la notte…oltretutto si avvertiva un forte odore di carne putrida e marcia diffuso su tutto il campo, senza una sorgente precisa.
Durante il ritorno passarono davanti una villa ben tenuta, con le finestre chiuse e coperte all’interno da grosse tende scure. Incuriositi, fecero il giro della casa, ma non trovando uno spiraglio per sbirciare all’interno, abbandonarono il luogo, meditando su chi potessero essere i proprietari di una villa così sfarzosa alle porte del villaggio.
Decisero così di chiedere al sindaco, ma giunti alla Der Sindaco Haus, la perpetua li informò che il suo padrone era alla locanda. I ragazzi domandarono ugualmente alla donna informazioni sulla villa ed ella rispose che si trattava della residenza invernale dei Tarascon, e che era rimasta chiusa da circa tre settimane.
Preso congedo, il gruppo si diresse alla locanda, dove trovarono il sindaco immerso nei fumi dell’alcool. Il ranger gli si avvicinò per parlare, ma questi probabilmente senza riconoscerlo gli esplose un poderoso rutto in faccia, facendolo quasi svenire. Ripresosi, il ranger ordinò un boccale di birra per farsi valere, ma nulla potè contro la possanza del primo cittadino. Continuarono così per un pò, quando ad un tratto un fetido odore pervase l’aria. Sembrava provenire dal piano superiore e così i ragazzi, armati di coraggio e di qualche spada, si avviarono su per le scale.
Giunti nel corridoio aprirono la porta della loro stanza, trovando Luc intento in strane pratiche onanistiche. Decisero di lasciarlo stare, e di non interrompere quel sacro momento d’intimità…si diressero quindi alla porta accanto, che dava sulla stanza di un solitario viaggiatore.
Lì la puzza era molto più forte e quando il ladro spinse la maniglia, si trovarono davanti ad una scena raccapricciante: una figura nera ed ammantata si ergeva sul bordo della finestra e li squadrava con occhi bianchi come latte, facendo gelar loro il sangue nelle vene. A terra ad i suoi piedi, il corpo di un uomo, steso in una posa innaturale. L’essere guardò gli eroi ancora per un istante, poi si gettò giù dalla finestra, scomparendo alla vista. Il druido si lanciò letteralmente all’inseguimento, buttandosi anch’egli dalla finestra, mentre la barbara e il ranger correvano fuori la porta, lasciando il/la ladra e il fenomeno da baraccone con il suo cristallo da compagnia, soli assieme al morto.
Ma l’essere si era ormai dileguato, così gli eroi tornarono mestamente alla locanda, sperando di trovare un pò di riposo. Dopo poco però accadde il finimondo: la tempesta che si presagiva da giorni scatenò tutta la sua furia sul villaggio e nello stesso istante un uomo fece irruzione nel locale gridando ai quattro venti una terribile notizia: i morti stavano attaccando! Affacciati alle finestre, i nostri eroi si trovarono di fronte un terribile spettacolo: in lontananza, incuranti del forte vento e delle raffiche di pioggia, numerose figure barcollanti si avvicinavano lentamente, illuminati dai frequenti lampi che solcavano il cielo.
Il sindaco iniziò immediatamente ad organizzare una difesa, e i giovani cercarono di aiutarlo, appostandosi dietro le finestre in attesa di un primo attacco, ma vennero subito fermati dal parroco: “Questa è la maledizione della famiglia Tarascon! C’è un solo modo per fermarla: dovete raggiungere il vecchio cimitero e distruggere Marcel Tarascon, solo così i morti ci lasceranno in pace. Andate, ci penso io qui!”. Dicendo questo corse velocemente verso le scale, diretto al piano di sopra.
Agli eroi non restava molta scelta, così attraversarono la porta del locale e si gettarono nella tempesta. Percorsi pochi metri sentirono un potente urlo provenire dalla locanda, e voltandosi videro il parroco in piedi sul tetto con le braccia aperte lanciare un incantesimo. Egli notò l’incertezza dei giovani e gridò loro: “Andate sciocchi!”, poi, rivolto all’armata delle tenebre: “Vooooiii non poteeeeteeeee passaaaaareeeee!”. Un lampo accecante scaturì dal vecchio e sembrò disorientare gli zombi permettendo così ai ragazzi di fuggire indisturbati verso il cimitero.
La pioggia aveva ridotto la visibilità a poco più di un paio di metri, ma loro superarono senza problemi il primo cancello e raggiunsero presto l’entrata del vecchio complesso, trovandola però sbarrata. “Non c’è problema!”, disse la nana, e con un potente colpo di ascia divelse l’inferriata, che cadde con un tonfo nel fango, permettendo così agli eroi di entrare nel regno del Signore Oscuro…

Letta!
maddai…tutta di un fiato?
certo! cmq a chi tocca scrivere?! così poi scrivo il mio